Tatuaggi, dita mozzate, spade affilate e arti marziali, le yakuza giapponesi sono conosciute in campo internazionale più per l’aspetto folkloristico che per quello criminale. Si tratta però di pericolose organizzazioni il cui contrasto è reso più difficile dal fatto che esse siano a tutti gli effetti delle imprese registrate e quindi legali dal punto di vista del diritto penale e amministrativo giapponese. L’evoluzione storica della mafia giapponese si radica nel banditismo sociale del Medioevo, passando per la conversione di questi “rivoluzionari tradizionalisti” ad associazioni organizzate, fino alla collaborazione con le forze alleate del dopoguerra. Il loro ruolo di apparente assistenza sociale ha consentito che godessero di una tolleranza da parte della politica e della popolazione che ha loro consentito di fare affari illeciti in pressoché totale impunità. Traffico di droga, tratta di esseri umani, omicidi e infiltrazioni nel mondo politico e imprenditoriale stanno però inquinando il Giappone al punto che i governi stanno prendendo coscienza della gravità del fenomeno. Le misure di contrasto, tuttavia, restano insufficienti. Questo breve testo ripercorre la storia delle yakuza, ne spiega la struttura interna e ne definisce il giro d’affari: un fenomeno che in Occidente non tutti conoscono.
titolo: Yakuza, la mafia giapponese tra mito e violenza
autore: Massimiliano Aceti
argomento: Criminologia
collana: (as)saggi
